Principali trend dell’industria del trasporto aereo

A livello mondiale, il traffico aereo (passeggeri e cargo, internazionale e interno) è cresciuto costantemente dalla fine degli anni ‘40 ad oggi. Non vi è dubbio che l’economia mondiale abbia ampiamente beneficiato di questa crescita.

Non a caso la vicinanza di un grande aeroporto rappresenta per il 31% delle imprese un fattore chiave nella scelta dell’ubicazione delle unità di produzione. Una crescita che dovrebbe continuare nel prossimo futuro, anche se con tassi differenti tra le varie regioni del mondo.

Il traffico aereo in Europa, incrementato grazie alla liberalizzazione, alla crescita economica e all’integrazione del mercato, è un settore in piena espansione. Il numero di passeggeri trasportati in Europa è aumentato significativamente nel corso degli ultimi decenni, seguendo le dinamiche dell’economia mondiale e grazie all’introduzione delle misure di liberalizzazione del mercato e al progresso tecnologico. All’interno del panorama mondiale il ruolo del mercato aereo europeo, per quanto in questi ultimi anni registri una flessione, resta di primo piano.

L’Europa comunitaria è al centro di un network internazionale e il traffico internazionale con l’Europa non comunitaria ha pesato sul totale per il 32,4% (91 milioni di passeggeri), con il Nord America per il 21,6% (61 milioni), con il Nord Africa per il 12,1% (34 milioni), con il Far East per il 9,2% (26 milioni) e con il Medioriente per l’8,2% (23 milioni).

Ad oggi il settore del trasporto aereo occupa nell’UE27 oltre 407.000 persone. In particolare sei stati membri, tra cui l’Italia, occupano il 78,1% degli addetti del settore.

L’Italia è il 6° Paese per numero di occupati nell’intera Unione Europea, con una quota pari al 5,8% del totale. Il settore del trasporto aereo è soggetto infine a una significativa attività di regolamentazione, la cui evoluzione incide anche sulle scelte strategiche di vettori e scali, definendone molto spesso i relativi percorsi di business.

Le strategie delle compagnie aeree

La complessità delle variabili che incidono sull’andamento del settore del trasporto aereo impone allo stesso di intraprendere una fase di profondo cambiamento, che si sta focalizzando in una strategia di integrazione tra vettori per il raggiungimento di economie di scala, finalizzate anche alla riduzione dei costi operativi.

Le compagnie aeree, che tradizionalmente registrano bassi margini di redditività, in fasi di mercato complesse come le attuali risultano particolarmente esposte ai rischi del contesto di mercato: la difficile situazione economica può incidere negativamente sulla propensione al volo dei passeggeri, con correlato condizionamento dell’offerta e conseguente impatto sul fatturato dei vettori, i quali sono costretti anche a fronteggiare forti pressioni sul lato dei costi, soprattutto per l’aumento del prezzo del carburante.

Nel corso di tale processo, i vettori finanziariamente più deboli rischiano l’esclusione dal mercato e/o l’acquisizione da parte di compagnie aeree più solide, solitamente caratterizzate da un ampio network internazionale e interessate a una crescita dimensionale tale da limitare l’impatto delle crescenti pressioni competitive, in particolare da parte dei vettori low cost.

Le strategie dei gestori aeroportuali

I gestori aeroportuali, la cui attività è fortemente correlata alle strategie di sviluppo dei vettori, risentono della volatilità del contesto di riferimento e, soprattutto in Europa, oltre a subire gli effetti della crisi dell’area si muovono in un contesto molto competitivo, determinato dalla limitata offerta aggiuntiva di capacità aeroportuale, che rende particolarmente importante la realizzazione di investimenti infrastrutturali destinati a coprire tale gap, al fine di assecondare l’atteso incremento della domanda nel medio periodo.

In generale, il numero di voli effettuati conformemente alle regole del volo strumentale (IFR) dovrebbe raddoppiare entro il 2025.

Nonostante un aumento potenziale pari al 60% della capacità della rete aeroportuale, si ritiene che oltre 60 aeroporti europei saranno gravemente congestionati nei prossimi 20 anni. In mancanza di un intervento, i 20 maggiori aeroporti saranno saturati per almeno 8-10 ore al giorno a causa dello squilibrio delle capacità.

Per soddisfare una tale domanda, la soluzione potrebbe consistere nell’adeguare i modelli distributivi utilizzando la capacità latente degli aeroporti minori o creando aeroporti di decongestionamento (fino a 10 nuovi aeroporti di grande dimensione e 15 aeroporti di media dimensione) in prossimità degli aeroporti congestionati. La Commissione Europea ritiene che tale stato di congestione avrà probabilmente gravi ripercussioni ai fini del rispetto degli orari da parte delle compagnie aeree, in particolare negli hub aeroportuali, con la conseguenza di compromettere l’efficienza del settore dei trasporti aerei in Europa.

La congestione avrà anche costi per l’ambiente e la sicurezza, dato che la densità e la complessità delle operazioni raggiungeranno livelli senza precedenti. La crisi delle capacità aeroportuali costituisce pertanto una minaccia per la sicurezza, l’efficienza e la competitività di tutti gli operatori coinvolti nella catena dell’offerta dei servizi di trasporto aereo. Mentre l’iniziativa “Cielo unico europeo” (Single European Sky - SES) offre risposte strutturali al problema della saturazione dello spazio aereo è ora ampiamente riconosciuto che la capacità aeroportuale (piste, capacità airside e terminal) costituisce il vero punto critico del futuro per il sistema dei trasporti aerei.

La capacità di decollo e di atterraggio degli hub aeroportuali congestionati costituisce sempre piu un problema urgente che ha ripercussioni negative sulla competitività a livello mondiale delle compagnie aeree europee e dei sistemi aeroportuali dei Paesi membri. In tale contesto, anche i tempi di pianificazione nel settore aeroportuale costituiscono un ulteriore ostacolo. Infatti:

  • occorrono dai 5 ai 10 anni o più per creare nuove infrastrutture;
  • occorrono da 1 a 5 anni per progettare e ottimizzare l’utilizzo delle piste esistenti e dello spazio aereo circostante.

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