Principali trend nel mercato del trasporto aereo

Evoluzione del traffico aereo internazionale

Nel corso del 2012 il traffico aereo mondiale, nonostante gli effetti negativi del permanere della crisi economica internazionale, ha evidenziato una crescita del 3,9% per i passeggeri.

Il segmento del trasporto merci, maggiormente esposto agli effetti della crisi internazionale, ha invece registrato una contrazione dello 0,2%.

Anche nel 2012 il traffico ha evidenziato andamenti significativamente differenziati tra le diverse aree geografiche.

Il Medio Oriente, grazie al continuo processo di espansione internazionale dei vettori della regione, in particolare sulle rotte di lungo raggio, ha segnato nell’anno una crescita del 12,1% dei passeggeri e del 4,2% delle merci.

L’Asia e l’America Latina hanno fatto registrare incrementi rispettivamente del 7,1% e del 6,4%, per i passeggeri, accompagnati da una sostanziale stabilità nel segmento cargo (rispettivamente +0,5% e -0,2%).

Il Nord America ha evidenziato una crescita più contenuta per i passeggeri (+1,6%), anche a seguito delle politiche di riduzione della capacità attuate dai vettori dell’area, non discostandosi nel segmento cargo dai livelli del 2011 (+0,2%).

Evoluzione del traffico aereo nel 2012 per area geografica - variazione % annua
Evoluzione del traffico aereo nel 2012 per area geografica - variazione % annua

Fonte: ACI World (Pax Flash & Freight Flash)

In tale difficile contesto di mercato anche nel 2012 sono proseguiti gli sforzi delle compagnie aeree per limitare gli effetti della crisi economica internazionale sul traffico servito e, conseguentemente, sulla propria redditività.

In particolare nell’anno sono continuati, da parte dei maggiori vettori, soprattutto europei (Lufthansa, IAG, Air France), processi di razionalizzazione di rotte e frequenze e di contrazione della capacità offerta, già iniziati nel corso degli ultimi mesi del 2011.

L’acuirsi degli effetti della crisi internazionale sul traffico aereo, e il continuo crescere della pressione competitiva ha portato anche alla cessazione delle attività di alcune compagnie aeree (Spanair, Wind Jet), nonostante i tentativi di risanamento messi in atto.

La contrazione di capacità offerta da parte dei vettori, in particolare nel segmento delle compagnie tradizionali che hanno ridotto attività sulle meno profittevoli rotte di breve e medio raggio, ha aperto sulle stesse tratte nuove possibilità di crescita per i vettori low cost, la cui struttura di costi operativi consente una maggiore flessibilità gestionale.

Performance dei principali scali continentali

Nel 2012 il traffico gestito dai principali aeroporti europei conferma la forte differenziazione, registrata a livello mondiale, fra l’andamento del traffico passeggeri e quello merci, nonché il diverso impatto della crisi economica internazionale sul traffico aereo dei singoli paesi.

In particolare, a fronte di una generalizzata contrazione del traffico merci (Francoforte -6,9%, Amsterdam -2,7%, Monaco -4,9%, Londra Heathrow -1,2%, Vienna -10,9%, Madrid -8,7%, Atene -12,1%), i passeggeri hanno evidenziato andamenti differenziati fra i vari scali, con crescite per Francoforte (+1,9%), Amsterdam (+2,6%), Monaco (+1,6%), Londra Heathrow (+0,9%), Vienna (+5,0%) e Parigi (+0,8%) e significative penalizzazioni per gli aeroporti dei paesi maggiormente esposti alla crisi dell’area euro, fra cui Madrid (-9,0%) e Atene (-10,4%).

Nel 2012, nonostante le difficili condizioni dei mercati finanziari, si è confermato l’interesse degli investitori per il settore aeroportuale, in particolare in Europa.

Nella seconda metà dell’anno gli aeroporti portoghesi (ANA) sono stati ceduti al gruppo francese Vinci, attivo anche nel settore delle costruzioni.

Il fondo F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, oltre ad aumentare la propria partecipazione in SEA, ha acquisito anche quote degli aeroporti di Torino, Firenze e Bologna. Inoltre, ad inizio 2013, il fondo australiano IFM (Industry Fund Management) ha acquisito una partecipazione di circa il 36% della società di gestione dell’aeroporto di Manchester, che da inizio anno detiene anche l’aeroporto londinese di Stansted.

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