La politica aziendale del Gruppo SEA, in relazione alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro per i propri dipendenti e per i terzi (operatori, utenti, passeggeri) a vario titolo presenti negli ambienti di lavoro, si basa su alcuni principi:

  • rispetto della legislazione nazionale e comunitaria in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, considerando anche norme tecniche e standard internazionali;
  • svolgimento delle attività di prevenzione nell’ambito di una gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, incentrata sulle capacità proattive e previsionali dei rischi aziendali, al fine di evitare incidenti sul lavoro e l’insorgenza di malattie professionali;
  • individuazione dei rischi residui presenti sui luoghi di lavoro, ponendo in essere le misure più adeguate per la loro riduzione, anche attraverso il continuo aggiornamento delle metodologie e dei supporti informativi volti alla loro valutazione ed analisi;
  • valorizzazione delle risorse umane attraverso lo sviluppo delle competenze specifiche e dell'attività di formazione, elementi chiave caratterizzanti tutte le scelte del Gruppo SEA, con l’obiettivo di rendere i lavoratori consapevoli delle proprie responsabilità e della necessità di operare nel rispetto della vigente legislazione e delle norme interne;
  • informazione a tutti coloro che sono presenti negli ambienti aziendali (dipendenti, appaltatori, fornitori, clienti) sull’organizzazione preposta alla gestione della sicurezza e dell’emergenza, oltre che sui rischi presenti e sulle relative norme di prevenzione e protezione adottate;
  • selezione dei propri fornitori considerando anche aspetti relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e promozione di attività di coordinamento per la gestione e la risoluzione di eventuali situazioni di rischio in un’ottica di reciproca collaborazione;
  • promozione del coinvolgimento dei lavoratori sugli obiettivi aziendali per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche attraverso i loro Rappresentanti per la Sicurezza;
  • promozione dell’integrazione dei principi di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nella gestione di tutte le attività aziendali compresa la progettazione e la manutenzione di immobili e impianti;
  • promozione di iniziative volte alla diffusione di una cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e all’interazione fra le strutture aziendali per una collaborazione finalizzata al raggiungimento dell’efficienza aziendale anche sotto il profilo della sicurezza.

Progetto OHSAS 18001

Nel mese di novembre del 2012, SEA ha ottenuto da TÜV Italia la certificazione del proprio Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL) in linea con la norma BS OHSAS 18001:2007, come previsto dall’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 per i modelli organizzativi aventi efficacia esimente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. La certificazione è stata ottenuta al termine di un percorso che ha visto più fasi di verifica sia documentale sia operativa, con il coinvolgimento di tutte le unità operative aziendali.

Il conseguimento di questo obiettivo, oltre a confermare la particolare attenzione e sensibilità della Società verso le tematiche di sicurezza sul lavoro, testimonia la validità del percorso intrapreso, che mira a perseguire il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza legate alle attività svolte, attraverso la promozione di una cultura basata sull’aumento della consapevolezza e sul coinvolgimento di tutti i soggetti, ad ogni livello, sulle tematiche della prevenzione.

La partecipazione dei dipendenti alla sicurezza

Il coinvolgimento dei lavoratori alle attività aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro avviene principalmente attraverso il canale istituzionalizzato, affidato al rapporto con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Su questo versante, oltre che nella riunione periodica annuale di sicurezza, la partecipazione, come di consuetudine, è avvenuta in occasione di modifiche significative all’organizzazione del lavoro, degli spazi, delle macchine e attrezzature e più in generale a fronte di ogni richiesta avanzata dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza o, in alcune circostanze, direttamente dai lavoratori.

In ottemperanza con quanto stabilito dalla normativa vigente (art. 47 D.Lgs. 81/2008 e accordo interconfederale 22/06/95), i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza delle società del gruppo SEA sono stati eletti e risultano pienamente operativi in base alla ripartizione della tabella sottostante.

Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
Società Linate Malpensa Note (previsioni normative)
SEA 6 6 n. 6 per le unità produttive con oltre 1.000 addetti
SEA Handling 3 6 n. 3 per le unità produttive con > 200 e < 1.000 addetti
SEA Energia 1 n. 1 rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori
Fonte: SEA

L’altro importante canale di comunicazione diretta tra azienda e lavoratori, rappresentato dallo sportello informatico presente sull’intranet aziendale di SEA Handling, ha consentito la segnalazione diretta alla funzione “Sicurezza del Lavoro”, anche nel 2012, di circa un centinaio di criticità, gestite e risolte quasi in tempo reale.

Sicurezza sul lavoro in SEA nel 2012

Tra le molteplici attività svolte nell’anno si evidenziano in particolare:

  • i corsi di formazione per gli addetti alla gestione delle emergenze incendio, svolti presso il campo addestramento antincendio, sito all’interno del sedime di Malpensa, che hanno portato alla certificazione, per SEA e SEA Handling, di circa 114 nuovi addetti operanti sugli scali di Linate e Malpensa. Questo risultato è stato conseguito attraverso una migliore ottimizzazione delle attività formative grazie anche al coinvolgimento diretto dei Vigili del Fuoco per gli esami di certificazione “in sito”;
  • l’aggiornamento della valutazione del rischio da stress da lavoro correlato, attraverso l’applicazione delle specifiche linee guida proposte dall’INAIL, che conferma, anche per il 2012, la presenza di un livello di rischio che può essere definito “basso”, il che consente nuovamente di chiudere la fase di processo valutativo ed attivare il monitoraggio periodico previsto dalle linee guida;
  • in relazione al rischio di incendio e di esplosione legato alla possibile presenza di atmosfere esplosive, è stata completata l’attività di aggiornamento della valutazione del rischio per tutti gli edifici di Linate e di Malpensa dove si svolgono le attività di SEA e SEA Handling e sono proseguite le esercitazioni di emergenza ed evacuazione programmate su entrambi gli scali; le esercitazioni effettuate hanno fornito un riscontro positivo sia sotto l’aspetto gestionale sia delle misure finora attuate;
  • le indagini relative alla valutazione del rischio rumore, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, e da vibrazioni meccaniche al corpo intero e al sistema mano braccio per gli scali di Malpensa e di Linate, con l’aggiornamento dei livelli di esposizione dei lavoratori;
  • l’aggiornamento della mappatura dei livelli dei campi elettromagnetici (ad alta e bassa frequenza) presenti in entrambi gli scali, sia in ambienti outdoor sia indoor, in corrispondenza degli ambienti di lavoro e degli spazi aperti al pubblico;
  • la valutazione dei rischi legati all’utilizzo di specifiche attrezzature di lavoro con la implementazione/revisione delle conseguenti norme/procedure di utilizzo in sicurezza;
  • l’analisi degli ambienti confinati con potenziale rischio d’inquinamento, ai sensi del D.P.R. 177/2011, che ha consentito di definire la mappatura di tali ambienti presenti sugli scali e le misure di sicurezza da prevedere durante le lavorazioni in tali aree, nonché le linee guida per la valutazione e gestione dei rischi in caso di affidamento dei lavori a terzi;
  • sono state condotte, con il supporto di un laboratorio esterno certificato, le attività di rilevazione e acquisizione dei dati finalizzati all’aggiornamento della valutazione del rischio derivante dalla possibile presenza di “Gas RADON” in particolari ambienti (sotterranei); le attività, effettuate su due periodi stagionali di campionatura presso il piano interrato del Terminal di Malpensa 1 hanno evidenziato una concentrazione di gas significativamente inferiore a quella stabilita dai limiti normativi.

Esposizione dei lavoratori al rumore degli aeromobili

Dal 1985, anticipando i disposti del D.Lgs. n. 277/1991, SEA ha iniziato un'indagine sul rumore e sui tempi di esposizione del personale operante presso lo scalo di Linate, e successivamente ha definito i protocolli utilizzati nel corso dell'indagine concordati tra i tecnici della SEA e consulenti specializzati, funzionari dell’USSL competente e rappresentanti delle componenti sindacali aziendali.

Sono state individuate le figure professionali potenzialmente esposte a rischio rumore, in relazione alle attività svolte ed agli ambienti di lavoro dove le stesse venivano espletate, e definita la metodologia e metrologia dei rilievi:

  • Tempi di esposizione al rumore – quantificazione del tempo di esposizione in turni e giorni di massimo traffico aereo;
  • Livello equivalente – rilievi del Leq durante le assistenze agli aeromobili più rumorosi e frequenti sullo scalo;
  • Rumore di fondo – da rilevarsi con particolare metodica.

È stata effettuata anche una dosimetria in collaborazione con l'USSL sul personale.

Contestualmente sono stati decisi interventi e piani di insonorizzazione delle macchine e/o attrezzature definendo la tipologia delle attrezzature di rampa sulle quali operare delle insonorizzazioni e i relativi criteri di intervento; e sono state apportate modifiche ai capitolati di acquisto delle nuove attrezzature, stabilendo vincoli relativi all'emissione sonora massima accettata pari a 82 dB (A).

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 277/1991, SEA ha assegnato ad ogni propria figura professionale un livello di rischio da esposizione al rumore stilando opportuni programmi sanitari, informativi e/o formativi ove necessario, ovvero, attuando interventi di bonifica, provvedendo periodicamente ad effettuare nuove valutazioni del livello equivalente giornaliero personale di esposizione al rumore durante il lavoro dei propri addetti, attraverso un Tecnico competente in acustica e utilizzando strumentazione a norma e metodica di misura adeguati alle particolari caratteristiche del rumore da misurare.

SEA, in accordo con l’ufficio di Sanità Aerea del Ministero della Salute, fin dal 1992, visto il potenziale pericolo di esposizione al rumore sul piazzale aeromobili, ha individuato il dispositivo di protezione auricolare adeguato ad ogni figura professionale (cuffia antirumore – archetto auricolare) e ha provveduto a segnalare, presso l’ingresso di ogni varco doganale, tramite apposita cartellonistica, il divieto, per le persone addette alle operazioni di assistenza agli aeromobili, di sostare in prossimità delle sorgenti di rumore se sprovviste degli idonei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Esposizione dei lavoratori a sostanze inquinanti (aerei/apron)

In relazione all’esposizione dei lavoratori alle sostanze inquinanti disperse sui piazzali aeromobili dagli aerei e dalle altre attrezzature utilizzate per le operazioni di assistenza, SEA ha ciclicamente effettuato, anche in collaborazione con l’ASL territorialmente competente, dei monitoraggi strumentali mirati ad intercettare le sostanze derivanti dalla combustione dei carburanti. Gli esiti di tali monitoraggi hanno sempre evidenziato valori di inquinanti aerodispersi inferiori alle soglie di attenzione individuate dalle norme tecniche di riferimento; ciò è dovuto alla rapida dispersione degli inquinanti, certamente favorita dagli ampi spazi aperti che caratterizzano i piazzali aeromobili. Inoltre, le concentrazioni maggiori, pur non particolarmente significative in quanto inferiori ai valori di soglia, sono state registrate nei punti periferici dei piazzali, nei quali, la conformazione dei fabbricati, si presta al ristagno dell’aria. A conferma di quanto sopra esposto, anche una recente indagine condotta dall’ARPA sul territorio di Malpensa ha messo in evidenza una sostanziale assenza di criticità, riferita alla qualità dell’aria derivante dall’operatività aeroportuale, rispetto alle condizioni presenti sulle altre aree del territorio provinciale.

Esposizione dei lavoratori a malattie pandemiche contagiose

L’aeroporto, per le sue peculiarità di porta d’ingresso di una nazione nei confronti di cittadini stranieri, così come un porto marittimo, può essere considerato anche una via di accesso di microrganismi provenienti dalle più svariate parti del mondo e quindi fonte di possibili infezioni ed epidemie. Tale aspetto tuttavia travalica la definizione di aeroporto come ambiente lavorativo e ne estende il concetto ad ambiente sociale; infatti, in questo caso le possibili conseguenze di un’evenienza infettiva su vasta scala, non sarebbero limitate al personale aeroportuale ma coinvolgerebbero un ben più alto numero di persone, venendo a creare un problema di salute pubblica più generale. Proprio per tale scopo presso gli aeroporti esistono sedi di Sanità Aerea alle quali è deputata la gestione di tali problematiche e le indicazioni specifiche di profilassi pubblica. Pertanto tutta la popolazione aeroportuale può essere in teoria più soggetta a possibili rischi infettivi, soprattutto gli operatori che possono essere più a contatto diretto con i passeggeri; tale ipotesi resta tuttavia teorica, poiché di fatto non esistono in letteratura dati asserenti una maggiore morbilità per malattie infettive negli operatori aeroportuali.

Nonostante ciò, SEA ha da sempre avuto massima sensibilità verso tale argomento ed ha, in ogni occasione di “allerta” (Sars, H1N1V, Aviaria, Antrace, ecc.) attuato tempestivamente ogni indicazione fornita dai competenti uffici della Sanità Aerea. In tali circostanze, SEA ha puntualmente collaborato e supportato nell’organizzazione delle misure gli Enti preposti e, quando necessari, ha fornito i dispositivi di protezione e le procedure di sicurezza al proprio personale che per ragioni operative risultava più esposto.

In ogni caso SEA ha tempestivamente fornito una puntuale ed esauriente informativa ai propri dipendenti, (comunicati, incontri specifici con i RLS, chiarimenti verbali a cura dei responsabili e dei preposti, ecc.) anche mirata ad evitare l’insorgere di voci e paure infondate.

Attività di sorveglianza sanitaria

È proseguita anche per il 2012 l’attività di sorveglianza sanitaria nel Gruppo SEA, affidata a sei medici competenti, che prevede accertamenti sanitari preventivi, periodici e su richiesta del lavoratore, mirati alla verifica dell’idoneità alla mansione per le attività che espongono gli addetti a specifici rischi per la salute (rumore, prodotti chimici, movimentazione carichi, videoterminali) e al suo mantenimento nel tempo. L’attività di sorveglianza sanitaria nel 2012 ha comportato l’effettuazione delle seguenti visite:

Attività di sorveglianza sanitaria realizzata nel 2012
Fattore di rischio Visite effettuate
  SEA SEA Handling
Videoterminali 281 44
Prodotti chimici 270 -
Radiazioni ottiche artificiali 27 -
Dosaggio anticorpi tetano 220 -
Rumore - 800
Movimentazione manuale carichi 94 913
Visite varie a richiesta 15 107
Nota: Il programma di sorveglianza sanitaria di SEA Energia non ha previsto visite per il 2012 Fonte: SEA

Sono inoltre proseguiti gli accertamenti sanitari (1.095) sull’assenza di tossicodipendenza nei confronti di lavoratori adibiti a particolari mansioni che comportano un rischio particolare nei confronti di terzi, dai quali è emersa la riconferma di una situazione che vede il fenomeno attestarsi ben al di sotto rispetto a quanto riferito al contesto nazionale.

La sicurezza dei lavoratori terzi all’interno degli aeroporti

Per la gestione degli appalti, il Gruppo SEA, oltre a quanto già normativamente previsto per i lavori rientranti nelle previsioni del titolo IV (cantieri temporanei o mobili), ha messo a punto una specifica procedura denominata “obblighi connessi a contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione”, nella quale sono definiti:

  • i soggetti aziendali coinvolti e le relative specifiche responsabilità;
  • le modalità operative a cui i soggetti coinvolti devono attenersi per l’espletamento degli adempimenti di sicurezza previsti dalla norma.

Nell’ambito della procedura sono specificati, fermo restando quanto previsto dalle normative vigenti, ruoli e attività di:

  • Direzione Purchasing, che cura le attività propedeutiche all’assegnazione dei contratti;
  • dirigenti responsabili della gestione degli appalti affidati, dotati di idonea autonomia organizzativa e di spesa ai fini della sicurezza del lavoro;
  • risorse professionalmente qualificate e adeguatamente formate per la gestione operativa e documentale dei rischi interferenziali e delle relative contromisure (corso specifico di 32 ore sull’individuazione, valutazione e gestione dei rischi interferenziali).

Le statistiche infortunistiche

L’analisi di dettaglio del fenomeno infortunistico mostra delle differenze significative tra SEA e SEA Handling, dovute alle diverse tipologie di attività svolte.

In particolare, al netto degli infortuni in itinere, le principali cause di infortunio di SEA sono riconducibili a situazioni scarsamente significative, se riferite all’analisi dei rischi professionali, quali ad esempio la deambulazione (scivolamento, inciampo, appoggio del piede in modo non coordinato, ecc.), mentre per SEA Handling le principali cause infortunistiche sono così suddivise:

Area carico e scarico aeromobili
Descrizione cause % su tot. area
Lesione durante l’uso di attrezzature (trattori, nastri, carrelli, pallets, contenitori, ecc.) 30,69
Lesione durante la movimentazione manuale di bagagli, merce, posta 25,74
Lesione durante gli spostamenti pedonali (salita/discesa da mezzi, inciampo, scivolamento, caduta) 13,86
Lesione per urti contro gli aeromobili (urti vari stiva, fusoliera, sporgente, ecc.) 13,86
Altro 15,84
Totale 100%
Area smistamento bagagli
Descrizione cause % su tot. area
Lesioni durante l’uso di attrezzature (trattori, carrelli, contenitori, ecc.) 54,84
Lesioni durante la movimentazione manuale di bagagli 35,48
Lesioni durante gli spostamenti pedonali (salita/discesa da mezzi, inciampo, scivolamento, caduta) 6,45
Altro 3,23
Totale 100%
Area assistenza passeggeri
Descrizione cause % su tot. area
Lesioni per urti contro arredi (cassettiere, armadietti, banchi check-in, ecc.) 42,86
Lesioni durante la movimentazione manuale di bagagli 28,57
Lesioni durante gli spostamenti pedonali (inciampo, scivolamento, caduta) 28,57
Altro
Totale 100%

Da segnalare, nell’ambito delle statistiche infortunistiche del Gruppo SEA, l’incidenza significativa rappresentata dagli infortuni in itinere (verificatisi cioè nel tragitto casa/lavoro), in particolare nel 2012, l’incremento sullo scalo di Linate di questa tipologia d’infortuni, ha comportato un leggero rialzo dei tassi che la considerano.

Indicatori infortunistici del Gruppo SEA
    Linate Malpensa Uomini Donne
Tasso infortuni complessivo 2010 5,73 9,78 9,56 5,19
2011 6,01 7,58 8,14 4,04
2012 6,14 7,00 7,72 4,08
Tasso infortuni itinere 2010 0,95 2,25 1,67 2,24
2011 1,04 1,22 1,14 1,21
2012 1,34 1,24 1,17 1,55
Tasso malattie professionali 2010 0,00 0,24 0,22 0,00
2011 0,00 0,29 0,26 0,00
2012 0,16 0,41 0,45 0,00
Indice di gravità complessivo 2010 171,85 329,26 305,76 193,73
2011 163,34 186,17 189,15 149,19
2012 134,26 145,22 162,65 86,69
Indice di gravità itinere 2010 41,35 101,49 85,57 69,26
2011 33,09 55,65 47,79 48,72
2012 52,26 36,08 44,13 35,28
Decessi 2010
2011
2012
Nota: I dati infortunistici sono relativi a tutti gli eventi che hanno comportato almeno una giornata di assenza dal lavoro oltre al giorno di accadimento. Nel conteggio delle giornate di lavoro perse si sono considerati i giorni di calendario in cui il lavoratore è stato assente, con esclusione di quello in cui è accaduto l’infortunio. I dati sulle malattie professionali sono riferiti ai casi denunciati nell’anno di riferimento e non al numero di malattie professionali effettivamente riconosciute dall’INAIL per lo stesso periodo. I dati infortunistici sono stati calcolati secondo le modalità definite dall’indicatore LA7 del GRI versione 3.1 Fonte: SEA

Malattie professionali

In considerazione dell’esiguità del numero di denunce di malattie professionali, in relazione al numero dei dipendenti/soggetti esposti, si ritiene di poter affermare che nell’ambito delle attività professionali svolte nel Gruppo SEA non ve ne sia nessuna che presenti un’alta incidenza o un alto rischio di specifiche malattie professionali.

Assenteismo

I dati relativi ai tassi di assenteismo evidenziano una crescita costante nel triennio per i dipendenti di SEA operanti su Linate (da 2,97 del 2010 a 3,40 del 2012 la popolazione femminile; da 2,86 del 2010 a 3,35 del 2012 quella maschile). Stesso andamento, anche se meno marcato, per il tasso relativo ai dipendenti di SEA operanti su Malpensa.

Per quanto riguarda SEA Handling si registra un trend oscillante per i lavoratori dello scalo di Linate, sia di genere maschile che femminile, mentre il tasso di assenteismo è sensibilmente in calo per i lavoratori operanti sullo scalo di Malpensa (da 4,37 del 2010 a 3,73 del 2012 per la donne; da 5,39 del 2010 a 4,45 per gli uomini).

Evoluzione del tasso di assenteismo per società, sede operativa e genere
Società 2010 2011 2012
  Linate Malpensa Linate Malpensa Linate Malpensa
  Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini
SEA 2,97 2,86 3,98 2,88 3,01 3,05 4,02 3,19 3,40 3,35 4,07 3,14
SEA Handling 3,23 4,56 4,37 5,39 2,98 4,09 4,10 4,73 3,68 4,17 3,73 4,45
SEA Energia 0,00 2,01 2,75 4,60 0,00 5,89 0,00 2,21 0,00 3,05 6,61 1,29
Nota: le assenze considerate sono relative a quelle non pianificate (es. malattie, infortuni, ecc.) mentre sono escluse quelle pianificate (es. ferie, maternità, ecc.). Fonte: SEA

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