Progetto “English takes off from MXP”

Ratio del progetto

La presenza dell’aeroporto internazionale di Malpensa sul territorio rappresenta un’importante sbocco professionale per le nuove generazioni in esso presenti.

In quest’ottica la competenza in lingue straniere assume un valore decisivo e risulta fondamentale coltivarla sin dalle prime fasi del percorso scolastico.

Descrizione

Il progetto “English takes off from Mxp” rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa Quadro stipulato tra SEA e l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia nel 2010. L’iniziativa si propone come finalità principale la precoce diffusione della lingua inglese – in qualità di veicolo di cittadinanza nel mondo e come strumento indispensabile per il lavoro – presso gli alunni della scuola primaria delle comunità locali della zona di Malpensa, nonché la promozione dell’espressione di eccellenze formative. L’iniziativa è tra le prime in assoluto realizzate nella scuola pubblica italiana e contempla l’effettuazione di 2 ore a settimana di inglese – a partire dalle classi di I° elementare da parte di docenti madrelingua. Le lezioni non si limitano alle sole nozioni di grammatica inglese, ma prevedono l’effettuazione di materie curricolari (geografia, storia dell’arte, etc.) in lingua inglese.

Obiettivi

Il progetto si propone di:

  • avviare un percorso di miglioramento sistematico e diffuso della conoscenza dell’inglese da parte di tutti gli alunni delle scuole primarie presenti sul territorio direttamente interessato dalla presenza dell’aeroporto;
  • costruire competenze linguistiche elevate nel corpo docente delle scuole coinvolte;
  • creare, nel lungo periodo, condizioni favorevoli all’occupazione di qualità dei futuri cittadini fornendo loro un alto livello di competenza della lingua inglese indispensabile sia per le professioni e i mestieri aeroportuali, sia per ogni altro impiego in un territorio a forte grado di internazionalizzazione.

Luogo e destinatari

Il progetto è destinato agli alunni e ai docenti specializzati di lingua inglese delle 16 scuole primarie dei 9 comuni del CUV. Complessivamente, nel triennio, saranno svolte attività scolastiche annuali per circa 2.600 studenti.

Modalità d’intervento

Il progetto concretizza le linee della riforma in atto nella scuola primaria, immergendo precocemente, sin dalla classe prima e con metodologie didattico-comunicative efficaci, l’insegnamento della lingua inglese con l’ausilio di tutor madrelingua e l’adozione della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Il progetto comporta un forte investimento che permette da una parte ai docenti specializzati nell’insegnamento della lingua inglese il raggiungimento generalizzato e certificato del livello B2 (condizione indispensabile per qualificare stabilmente l’offerta formativa di lingua inglese e di metodologia CLIL nelle scuole del territorio), dall’altra agli alunni di fruire di docenti madrelingua nelle ore di inglese, così come in altre discipline.

Ruolo di SEA

In questo progetto SEA partecipa tramite lo stanziamento di fondi e la messa a disposizione di risorse umane e logistiche.

Partner

  • Ufficio scolastico regionale Lombardia: attua funzioni di ideazione e progettazione dei percorsi formativi linguistico e metodologico-didattico CLIL, monitoraggio in itinere e finale, supervisione e validazione;
  • Ufficio scolastico territoriale Varese: svolge funzioni di raccordo e supporto organizzativo territoriale e interistituzionale;
  • Rete degli istituti scolastici: attraverso la qualificata e diretta azione di promozione e coordinamento dei dirigenti, gli istituti scolastici attuano le condizioni organizzative e didattiche del progetto.

Durata

Dall’anno scolastico 2011/2012 all’anno scolastico 2013/2014. Nello stesso periodo si svolgeranno le attività di formazione dei 36 docenti statali coinvolti, con durata individuale di 300 ore di corso (livello iniziale intermedio).

Azioni

Il progetto triennale comprende tre misure generali:

  • la formazione specialistica dei docenti statali già insegnanti “specializzati” di lingua inglese per potenziarne le competenze sino al livello B2;
  • il potenziamento curriculare dell’inglese per gli alunni delle classi prime e seconde, con presenza di docenti esterni madrelingua sia nell’insegnamento della lingua inglese, sia nell’insegnamento di altra disciplina;
  • avvio di un sistema di relazioni e scambi internazionali per docenti, dirigenti, alunni come condizione necessaria per una reale cultura europea ed internazionale delle scuole e del territorio del CUV.

Outcomes intermedi

Indagine presso i genitori degli alunni coinvolti nel progetto

Durante lo sviluppo del progetto, nel 2012, è stato intervistato un campione di 349 famiglie (sulle 700 complessivamente coinvolte nel progetto) – residenti nei comuni di Lonate Pozzolo, Casorate Sempione, Somma Lombardo, Samarate e Cardano al Campo – 298 delle quali di nazionalità italiane e 51 di nazionalità straniera (13% del campione).

Conoscenza della lingua inglese in famiglia

 Conoscenza della lingua inglese in famiglia

Fonte: Ufficio scolastico provinciale di Varese

La maggioranza del campione (67%) ha affermato di avere scarsa o nulla conoscenza della lingua inglese, contro il 30% che ha dichiarato di possedere un buon livello di conoscenza e il 3% che vanta un livello eccellente.

La totalità delle famiglie è risultata concorde nell’affermare l’importanza della conoscenza della lingua straniera da parte del proprio figlio.

L’indagine inoltre evidenzia come la maggior parte delle famiglie coinvolte conosca la metodologia didattica CLIL, grazie alle presentazioni effettuate dalle rispettive scuole all’inizio dell’anno scolastico. È comunque emersa una sensibile quota di famiglie (35%) che non era a conoscenza del progetto.

Conoscenza della metodologia CLIL

Conoscenza della metodologia CLIL

Fonte: Ufficio scolastico provinciale di Varese

La maggior parte delle famiglie intervistate hanno riscontrato miglioramenti nel profitto scolastico dei loro figli sia nelle materie curriculari che nella lingua inglese (47%).

Una buona percentuale li ha registrati solo nell’apprendimento della lingua straniera (37%). Molto bassa (7%) è risultata invece la percentuale di chi non ha riscontrato alcun miglioramento.

Miglioramenti nel profitto scolastico degli alunni registrati dalle famiglie

Miglioramenti nel profitto scolastico degli alunni registrati dalle famiglie

Fonte: Ufficio scolastico provinciale di Varese

La maggioranza del campione ha notato che il proprio figlio utilizza termini stranieri nel parlato quotidiano (76% a volte, 5% spesso), ma per quanto riguarda il progetto CLIL non tutti i bambini riportano ai genitori quanto viene svolto durante le lezioni.

Il 48% infatti non ne parla mai in casa e il 47% ne parla solo a volte.

Percezione delle famiglie sul ricorso a termini inglesi da parte dei figli

 Percezione delle famiglie sul ricorso a termini inglesi da parte dei figli

Fonte: Ufficio scolastico provinciale di Varese

Indagine presso gli insegnanti coinvolti nel progetto

L’indagine ha coinvolto anche i 12 docenti che hanno aderito al progetto (10 donne e 2 uomini). Gli insegnanti intervistati hanno dichiarato in prevalenza di essere venuti a conoscenza dell’iniziativa nell’anno scolastico in cui è stato introdotto nella loro scuola d’appartenenza, anche se circa un terzo conosceva già il profilo didattico del progetto.

La quasi totalità dei docenti (83%) è stata concorde nel sostenere che il CLIL non penalizza l’apprendimento delle altre materie, rilevando però che con l’applicazione del CLIL i miglioramenti maggiori sono riferiti principalmente alla lingua straniera.

La metà esatta dei docenti intervistati ha sostenuto che le ore dedicate al progetto sono state adeguate, mentre l’8% le ha ritenute insufficienti e il 42% eccessive.

È emerso inoltre che la presenza dell’insegnante madrelingua durante le lezioni CLIL risulti fondamentale per tutte le ore del progetto (58%), mentre il 25% del campione l’ha ritenuta necessaria solo nelle ore di lingua inglese.

La quasi totalità dei docenti (83%) ha collaborato con l’insegnante madrelingua sfruttando la sua presenza come sostegno e arricchimento della propria lezione, mentre solo una minima percentuale ha delegato in toto la gestione della lezione all’insegnante madrelingua (17%).

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